Lui – Come stai oggi? Io – E come devo stare? Sto bene, grazie. E tu? 🤔 Lui – Bene, bene. Fa caldo lì? Io – Non più della cucina. Lui – Cosa hai mangiato oggi? Io – Oh, ma che ti prende? Abbiamo pranzato insieme, eh! Fa capolino dalla porta, ride e muove la mano chiusa a becco di papera come dire “ma che dici tu” Lui – Va bene, mamma, ci sentiamo domani. Click. 😂
Sono tornata alle abituali 40 vasche. La piscina è vuota. Mi tuffo e infrango il silenzio dell’acqua. Inizio con stile libero. Bracciata. 1 2 3 battute di gambe. Bracciata. 1 2 3 battute di gambe. E’ come affrontare la vita: la si abbraccia e la si schiaffeggia. E’ l’impegno di un’arrampicata orizzontale, senza gravità. Il respiro provoca nell’acqua bolle sonanti e avverto un odore che tutte le santissime volte mi riporta indietro nel tempo. Un odore forte di cloro che riempiva tutta la piscina. Le gare, il podio, l’emozione, il voluto ritardo per saltare quel noioso quarto d’ora di riscaldamento in palestra, i rimproveri, gli incoraggiamenti, il tifo, le medaglie, e gli innamoramenti adolescenziali. Anche quelli profumavano di cloro. E gli occhi rossi e gli impacchi con il latte. Cambio stile. Dorso. Ora è tutto più ovattato. Ascolto solo il mio respiro, potente e dilatato. Sono in contatto con me stessa. La sensazione è di vivere in un grande guscio, un enorme grembo materno. Il mondo si è allontanato. Inspiro ed espiro, inspiro ed espiro. È scomparso tutto, ci sono solo io. Solo io con il mio respiro. E allora ruoto il corpo e ricomincio. Cambio stile. Libero!
Oggi, a partire dalle 15, la FUIS (Federazione Unitaria Italiana Scrittori), per la giornata mondiale della poesia, organizza, nella Biblioteca della Camera, un evento nel quale scrittori e poeti leggeranno brani delle loro opere.