Vito: le parole per il titolo si sono sciolte nelle lacrime

Vito Nicola Ferrante era immenso.

Immenso nella sua bontà e generosità. non sono parole convenzionali che si dicono dopo la scomparsa di una persona, tutti noi abbiamo da sempre e sempre riconosciuto queste qualità a un uomo che ha dato sé stesso per difendere i diritti dei sofferenti psichici, per lottare contro le ingiustizie, come l’utilizzo delle contenzioni.
A questo grande uomo, io sarò grata per la vita. in un momento di disperazione, quando mi fu spiattellata in faccia la diagnosi di mia figlia, io avrei voluto morire, ma era un lusso. prima c’era lei, Luna. qualcuno mi fece il nome di Vito. lo contattai. mi aiutò a guardare la “malattia” con un altro sguardo. mi aiutò ad accettare.
E…
mi spinse a non arrendermi mai, a lottare per trovare le migliori soluzioni per la salute di mia figlia.
siamo diventati amici, per anni io e Luna abbiamo frequentato la Fattoria di Alice – Fattorie Solidali.
ogni tanto ci sentivamo, con Vito, anche perché l’ho inserito nel memoir che sto pubblicando proprio in questo periodo e gli ho fatto leggere la parte che interessava lui e l’associazione.

ma facciamo un passo indietro, cosa potevo fare per cercare di aiutare la sua associazione?
aveva un bel progetto per la sua fattoria. voleva costruire il parco Primavera (era il cognome di una ragazza che nella sua fragilità non ce l’ha fatta e il parco è ora dedicato a lei). parlai con Diana Sganappa, con la quale stavo scrivendo un giallo a quattro mani. in un’ora, quella sera, organizzammo tutto. un concorso letterario che terminava con la pubblicazione di un’antologia, Parole di Pane. ci furono due edizioni e per quanto era bello il progetto di Vito ci diedero una mano senza farsi pregare Biagio Proietti, ElleKappa e Stefano Benni. E il parco Primavera vide la luce.

è un post sconclusionato e un po’ raffazzonato. non sto facendo pubblicità, parole di pane ormai è fuori catalogo, ma certo che se voleste donare il 5×1000 all’Afesopsit sarebbe un buon gesto e servirebbe ai ragazzi.
(CF dell’A.fe.SO.psi.t 90032840564)

i ragazzi

i ragazzi sono fantastici

i ragazzi ora sono un po’ orfani

tutti noi abbiamo perso un affetto grandissimo

piango da ieri

perché Vito era oltre un amico

lui ha sempre seguito e lottato per la sua amata figlia Vittoria che ci ha lasciati il 21 aprile scorso.

il giorno del funerale di Vittoria, ho riabbracciato Vito, era distrutto, in una fredda chiesa di Viterbo. piena zeppa di gente.

come si può sopravvivere alla perdita di una figlia?

la commozione di tutti e le lacrime di molti hanno riempito la chiesa. l’ho abbracciato forte, “non crollare, non crollare, amico caro, ti voglio bene”.

e ieri, all’ora di pranzo,
squilla il cellulare, leggo il nome sul display, una amica dell’Afesopsit.
non volevo rispondere
percepivo qualcosa di brutto e non volevo sentire
era Stefania, non riusciva a parlare
cos’è successo? parla, dimmi! oddio non dirlo…

l’irrazionalità spesso prende il sopravvento. soprattutto se consideri una persona immortale

Vito!!! mi dice solo.

e io mi sono sentita sprofondare mentalmente in un vortice che ancora gira gira gira e mi sballotta, e come me sballotta anche tutti i ragazzi che adoravano Vito

Ho ritagliato una clip dall’ultima festa di Parole di Pane, per presentare Vito a chi non lo ha conosciuto

ho racimolato qualche foto di quando andavamo alla Fattoria

vi suggerisco di ascoltare il suo discorso, i suoi intenti, i suoi obiettivi,

perdonate lo stile di questo post, non sto scrivendo un racconto accattivante, ma sto solo esprimendo sentimenti ed emozioni che mi stanno sconvolgendo da ieri.

vi abbraccio

vostra Emma

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