Si parla de Il Gufo su una rivista che amo

Grazie a “Storie di Donne”!

Il Gufo

È da stamattina che giro per la casa con la voglia di “stappare” la notizia, come un buon Franciacorta per le grandi occasioni. Oh, non mi viene una parola. Mi sento una scolaretta il giorno degli esami che se la fa sotto perché non ricorda nulla di quello che ha studiato.
La stappo ora e nel peggiore degli stili.
Squillino le trombe
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Da oggi è in libreria! (edit dal 22 novembre)
Sì, da oggi è in libreria e in tutti gli store on line il mio nuovo romanzo. Si intitola “Il Gufo”, pubblicato ancora da Les Flâneurs Edizioni. Sono felice e felice sono. E con la stessa felicità ringrazio Patrizia Rinaldi per la prefazione, adoro!, e Alessandro Arrigo perché ancora una volta ha colto nel segno e la copertina non poteva che essere così.
È il mio terzo libro ma sono emozionata come se fosse il primo, forse ancora di più. E nei prossimi giorni proverò a spiegarvi perché.
È il mio terzo libro ma anche questo, come gli altri, gira intorno a un tema per me fondamentale: le donne, le loro storie, la violenza che per secoli hanno/abbiamo subìto.
Sì, “Il Gufo” parla delle donne, ma questa volta ho voluto avvicinarmi ai nostri problemi provando a mettermi nei panni di un uomo, un uomo maschilista, misogino, un uomo che…
Intanto oggi è un giorno di festa, ma con un retrogusto amaro. Perché anche oggi, come purtroppo troppi altri giorni, le notizie di violenza sulle donne si accavallano. Del fatto cui sono rimasta basita, parlerò in seguito, ma ne sono piene le bacheche e purtroppo c’è chi difende l’indifendibile, per me.

Letture essenziali

Oggi scrivo sul “cosa mi piace?”
In che senso? Tipo cioccolata, pizza, pasta, vino, parmigiana, pasta di mandorle? No.
Nel senso di cosa mi piace in questo campo e basta. Ok, vado a ruota libera.
Mi piacciono le storie semplici, complicate, assurde, misteriose, sorprendenti, ma che non abbiano a che fare con fantascienza o fantasy. Non riesco proprio. Anche se di fantascienza mi nutrii in adolescenza con gli Urania, ve li ricordate? Isaac Asimov e Arthur Clarke, i miei preferiti. Ma erano altri tempi e ora preferisco invece stare con i piedi per terra, storie concrete. Mi piacciono soprattutto le storie raccontate da donne, i loro racconti sulla difficoltà a essere sé stesse stando in coppia, di realizzarsi con i limiti imposti dal loro compagno o da una società gretta (la nostra, eh!?), storie di donne che faticano a ottenere ciò che spetterebbe loro di diritto (e lasciamo stare pure il diritto: una cosa giusta deve esistere per natura non perché imposta. Mh!)
Ecco cosa mi piace.
Il risveglio della consapevolezza su quanto noi donne dobbiamo impegnarci di più rispetto al genere maschile, ma anche sul doverlo pretendere.
Va da sé che nelle letture prediliga, per esempio:
Annie Ernaux, che racconta la sua vita come un romanzo a puntate e nel quale prima o poi tutte noi ci rispecchiamo in qualche modo.
Virginia Woolf, per non essersi mai arresa a una vita sotto il controllo maschile, a cominciare da quello dei familiari. Vogliamo parlare dei fratelli? Abbiamo sempre parteggiato per lei, e sofferto per il suo mal di vivere.
Simone de Beauvoir, per non essersi fermata a considerare come unico problema la discriminazione giuridica, infatti ci ritroviamo ancora qui, oggi, a battagliare per eliminare tanti, troppi stereotipi che invadono la nostra cultura.
Continuo? Continuo!
Bernardine Evaristo, Sibilla Aleramo, Goliarda Sapienza, Grazia Deledda, Erica Jong, Carla Lonzi, Margaret Atwood, Clarissa Pinkola Estés. Poi quelle che mi svegliarono con una sberla: Elena Gianini Belotti con “Dalla parte delle bambine” e Colette Dowling con “Il complesso di Cenerentola”. Sbang! Saggi, racconti, riflessioni. Di autrici ce ne sono moltissime, ma non voglio tediarvi con lunghi elenchi e mi fermo qui.
Ah no, scusate, questo lo voglio citare: si tratta di un saggio, uno di quei libri che si tengono perennemente sul comodino, come qualcuno fa con la bibbia. È un saggio che va preso in pillole e da evitare scrupolosamente quando si mangia pesante. Sto parlando di “Il mostruoso femminile” di Jude Ellison Sady Doyle. Un libro, cito, “sulla natura selvaggia della femminilità, che viaggia tra mito e letteratura, cronaca nera e cinema horror, mostrando la primordiale paura che il patriarcato nutre da sempre nei confronti delle donne”.
Non penserete che non leggo gli uomini, eh!?
Ma certo che leggo anche gli uomini, uffa. Adoro Francis Scott Fitzgerald, Davide Foster Wallace, Don De Lillo, Diego De Silva, Alan Bennet, George Simenon, Nabokov e Tolstoj. Anche qui la lista sarebbe lunga davvero, ma, gira e rigira io alla fine leggo più le donne, anche per il solo fatto di essere state taciute, cancellate, nascoste, sottomesse per secoli e secoli. Hai voglia a recuperare ^_^ E poi essendo donna nelle storie di donne io mi sento più a mio agio, mi ci piazzo comoda come a casa con la tuta, e condivido e mi ci rispecchio e ci sguazzo e ci soffro e m’incazzo e esulto e lotto e borbotto e e e.

Potrebbe essere un contenuto grafico raffigurante 6 persone e il seguente testo "I MEI LIBRI ESSENZIALI BESTSELLER chbslgrde! lieCiuare.oslegrn_mi.emci MARGARET ATWOOD Wens ANNIE ជីញ AUX ปิอเท daswas IADONNAGELATA wahnte รรอโรี THE HANDMAID'S S TALE CLARISSA PINKOLA ESTÉS Donne che corrono coi lupi Colette Dowling omplesso enerentola どを米 ောင်၊ 米 PICKWICK Simone de Beauvoir H secondo sesso MankaClub Elena Gianini Belotti Dalla delle bambine ra Cancita มิ Gregerio Erica Jong Paura divolare Rimaos Beespiani"

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