“Colleferro si tinge di noir: Emma Saponaro presenta Il Gufo”

Nella Biblioteca Comunale Morandi

Scritto da Alessandra Battaglia Giugno 3, 2025 Su Monolite Notizie

Il Gufo e la Rivoluzione Gentile: Emma Saponaro torna tra gli scaffali delle librerie con un noir che graffia e accarezza presentandolo a Colleferro.

Il silenzio ovattato di una biblioteca non è poi così diverso da quello di una mente tormentata. Entrambi trattengono verità scomode tra scaffali ordinati o pieghe dell’anima. Il prossimo 6 giugno, alle ore 17.00, quel silenzio si spezzerà nella Biblioteca Comunale Riccardo Morandi di Colleferro, in Piazza dei Cosmonauti 5, per lasciare spazio a una “Conversazione con l’autrice” che promette di essere più di una semplice presentazione letteraria: sarà un incontro con il dolore, la rabbia, la speranza e la scrittura come atto politico.

Protagonista di questo appuntamento sarà Emma Saponaro, con il suo nuovo romanzo, “Il Gufo” (Les Flâneurs Edizioni, pp. 238, euro 17), illustrato in copertina da Alessandro Arrigo e introdotto dalla prefazione della scrittrice Patrizia Rinaldi. L’evento, a ingresso libero, vedrà la partecipazione di Sandro Magnosi, esperto di storia locale, in veste di presentatore, mentre a dialogare con l’autrice saranno Annalisa Ciccotti, bibliotecaria e responsabile del Centro di Documentazione di Colleferro, e Emilio Limone, giornalista, scrittore e maresciallo dei Carabinieri.

Il volo notturno del Gufo rappresenta la metafora che anima il romanzo. Il titolo del romanzo nasce dal soprannome del protagonista, un ex commissario di polizia caduto in disgrazia e ora investigatore privato, ritratto in controluce tra l’ombra e la penombra di una Roma torbida e senza redenzione.

Iracondo, al limite dell’alcolismo, il Gufo è un uomo che ha scelto di non farsi amare, eppure è amato. Strattona la vita e chi gli sta accanto, specialmente le donne. Il lettore lo incontra nella sua quotidiana deriva, finché una e-mail anonima, firmata “Madre Disperata”, non squarcia il suo equilibrio già precario.

Il messaggio è solo il primo di una catena inquietante:

“Nella e-mail la donna comincia a raccontare una storia, ma senza entrare troppo nei particolari e promettendo di inviare altre e-mail con le quali spiegherà tutto.”

Così, tra piste sfuggenti, colpi di scena e un finale che spiazza, si dispiega un noir dalle tinte cupe ma impreziosito da lampi di ironia, che non sono mai scontati né addolcenti: sono fendenti che portano luce, non sollievo. Il lettore entra dentro la mente dell’antagonista.

“Scrivo storie che ruotano sempre intorno a problematiche legate al mondo femminile, perché riguardano anche me, sono mie, sono nostre,”

ci confida Emma Saponaro. E non è un caso che, pur muovendosi tra le ombre del genere noir, l’autrice scelga ancora una volta di illuminare il mondo femminile e denunciare la violenza di genere, come già aveva fatto nel precedente e acclamato “Se devo essere una mela”. Ma ne “Il Gufo”, la sfida narrativa è ancora più profonda:

“Nel mio libro, è stato doloroso entrare nella mente di una tipologia di uomo che noi donne combattiamo. Volevo capire, volevo avvicinarmi ai suoi pensieri e tentare di capirlo. Onestamente, pur volendo considerare una infanzia anaffettiva e una vita difficile, non trovo scusanti né giustificazioni per un eventuale comportamento violento.”

Eccola, dunque, la cifra stilistica di Saponaro: un realismo scomodo, capace di non giustificare ma cercare di capire, esplorare l’origine del male senza mai perdere il timone etico. La sua è una scrittura che si fa inchiesta morale, ma anche gesto d’amore verso le vittime, le madri, le bambine cresciute troppo in fretta.

Dietro la scrittrice c’è una donna che non ha mai accettato il silenzio, la voce di chi non si arrende. Blogger di successo, autrice di saggi psico-giuridici su adozione, abbandono e violenza, Emma Saponaro ha dedicato gran parte del suo lavoro a dar voce a chi non l’ha. Cofondatrice di antologie letterarie benefiche come “Parole di Pane”, ha fatto della letteratura un atto militante, mai fine a se stesso.

Con “Il Gufo”, il suo terzo romanzo dopo “Come il profumo” (Castelvecchi) e “Se devo essere una mela”, alza ancora l’asticella del coraggio:

“Ovviamente la stesura di questo libro è stata molto travagliata. Soprattutto perché mi sono dovuta calare nei panni di un uomo, di un uomo problematico e che spesso non rispetta le donne.”

La fatica si sente tra le righe, ma anche la forza. Quella di un messaggio che si fa programmatico:

“Il messaggio è quello di una speranza di cambiamento, di trovare una strategia efficace. Ma mentre speriamo, diamoci da fare e facciamo capire che tutti gli esseri umani – a prescindere dalla loro identità di genere o dal loro orientamento sessuale – sono tutti degni di rispetto.”

“L’educazione! È dai banchi di scuola che bisogna iniziare a essere imparziali, giusti e rivoluzionari. Sì, una bella rivoluzione copernicana per far vedere il mondo come vorremmo vederlo noi donne. Equo!”

Con queste parole, Emma Saponaro non chiude un’intervista, ma lancia un appello. Quello di una rivoluzione lenta, quotidiana, da iniziare con i bambini, abbattendo gli stereotipi nei libri di scuola e nei giochi. Una rivoluzione gentile, ma ferma. Come la sua scrittura.

Temi centrali del libro sono la violenza di genere, la introspezione maschile, condizione femminile, l investigazione, gli stereotipi educativi. L’autrice dice:

“Scrivo storie che ruotano sempre intorno a problematiche legate al mondo femminile, perché riguardano anche me, sono mie, sono nostre.”

Un incontro per chi ama la narrativa che interroga la coscienza, tra tensione, ironia e impegno civile. E se è vero che il Gufo è un animale notturno, capace di vedere ciò che per altri è invisibile, allora il suo volo nella narrativa italiana ci dice che è tempo di guardare meglio, più in profondità, là dove iniziano le crepe e, forse, anche le guarigioni. “Il Gufo” di Emma Saponaro non è solo un libro da leggere. È una ferita da esplorare, un interrogativo da abitare. E l’incontro del 6 giugno a Colleferro, una preziosa occasione per farlo insieme, con occhi spalancati sulla notte e il cuore già rivolto all’alba.

Alessandra Battaglia

Riepilogo info

Presentazione del romanzo

Titolo del libro: Il Gufo
Autrice: Emma Saponaro
Casa editrice: Les Flâneurs Edizioni
Pagine: 238
Prezzo: 17 euro
Copertina: Alessandro Arrigo
Prefazione: Patrizia Rinaldi
Data evento: 6 giugno 2025
Orario: ore 17.00
Luogo: Biblioteca Comunale Riccardo Morandi
Indirizzo: Piazza dei Cosmonauti 5, Colleferro (RM)
Ciclo di incontri: Conversazioni con gli autori
Ingresso: Libero
Presenta: Sandro Magnosi, studioso ed esperto di storia locale
Dialogano con l’autrice:

Annalisa Ciccotti, bibliotecaria e responsabile del Centro di Documentazione del Comune di Colleferro
Emilio Limone, scrittore, giornalista e maresciallo dei Carabinieri
Genere: Noir psicologico con elementi sociali

Grazie, 2 giugno!

Sono passati solo settantanove anni. Ottant’anni fa le donne non votavano, non avevano questo diritto, e io non mi capacito di questa enorme discriminazione ma mi spiego anche il motivo per il quale stiamo ancora a battagliare per ottenere ciò che ci spetterebbe da sempre: diritti sulla parità tra uomo e donna.

E però, noi battagliamo, e l’Italia viene presa per le orecchie e messa dietro la lavagna dalla Commissione europea. C’è un procedimento di infrazione per mancato rispetto delle norme UE sulla parità di genere e sulla protezione dei diritti delle donne, in particolare in merito alla parità di trattamento in ambito lavorativo. O, meglio, me lo spiego ma non mi capacito.

Del resto, da un presidento donna che taglia il 70 per cento delle risorse per la prevenzione contro la violenza sulle donne, che non sostiene ma affossa le lotte per raggiungere la parità di genere, che chiude molti centri antiviolenza anziché ampliarli, cosa ti vuoi aspettare!?

Eppure, signora presidento, lei sta lì proprio grazie alle battaglie delle Donne, ma non per le Donne.

Spiace. Spiace davvero.

Suvvia, oggi è un giorno di festa!
Grazie a tutte le donne che il 2 giugno 1946, esercitando per la prima volta il diritto di voto, si espressero al referendum in cui gli italiani furono chiamati a decidere tra monarchia e Repubblica, oltre che per eleggere l’Assemblea Costituente. Si recarono alle urne con gli abiti della festa e sorrisi di felicità. Era un giorno di festa, e se ci penso, lo sento così vicino che mi commuovo ogni volta.

Grazie alle donne, quindi, che hanno contribuito al nostro assetto democratico e alla spinta verso la parità dei diritti non solo di genere.

Le donne elette alla Costituente furono 21 su 556, provenienti da diversi schieramenti politici, ma tutte cooperavano con slancio al movimento femminile, e per il loro vissuto e le loro esperienze porteranno una ondata di novità sui problemi sociali, fondamentale per le future riforme.

Grazie anche all’Udi (Unione Donne Italiane) che segnalò con un telegramma urgentissimo una “dimenticanza” nel decreto luogotenenziale che sanciva il diritto di voto femminile del 1945: non era stato inserito l’elettorato passivo, cioè la possibilità delle donne di essere elette. Che dimenticanza!!! Un telegramma che arrivò in tempo per apportare quella modifica fondamentale prima dell’approvazione del decreto.

Grazie ad Angela Merlin se all’articolo 3, che sancisce che “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge”, il primo inciso dice proprio “senza distinzione di sesso”.

Grazie a Teresa Mattei se, sempre all’articolo 3, è stato aggiunto quel “di fatto” che riconosce che “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”

Stiamo ancora aspettando una società più giusta e paritaria, il percorso è ancora arduo e lungo, ma non ci arrendiamo.

Viva la Repubblica

Viva la Democrazia!

#2giugno

Mini tour in Puglia

📚 Un ex commissario, una mail misteriosa firmata da una “madre disperata”, un’indagine privata che si trasforma in un viaggio nel dolore e nella memoria.
“Il Gufo” è un noir lucido e spietato, che scava nella violenza e nel silenzio con sguardo umano e senza giudizi. (Les Flâneurs Edizioni)
👠 🦉
“Scivola e approfondisce, svela e nasconde con un’abilità classica su tensione assai moderna” (dalla prefazione di Patrizia Rinaldi)

❌ Presentazione del libro “Il Gufo” di Emma Saponaro:
👉 BARI giovedì 10/4 ore 18:00, Portineria 21 (Via Cairoli 137/A)
👉 BITONTO venerdì 11/4 ore 18:30, Libreria del Teatro (L.go Teatro Umberto !)
👉 TRANI sabato 12/4 ore 18:30, Ubik Luna di Sabbia (Via Mario Pagano 193)
👉 BARLETTA domenica 13/4, Punto Einaudi (Corso Giuseppe Garibaldi 129)
👉 FOGGIA lunedì 14/4, Museo di Storia naturale (Via Giuseppe Di Vittorio 31)

COMUNICATO STAMPA

Emma Saponaro con il suo nuovo romanzo, “Il Gufo” (Les Flâneurs Edizioni pagg. 238 Euro 17, copertina di Alessandro Arrigo, prefazione di Patrizia Rinaldi), sarà in tour in Puglia nella settimana fra il 10 e il 14 aprile. 

Il calendario del tour prevede i seguenti incontri: 
1) Bari, 10 aprile, Portineria 21, via Cairoli 137/A, ore 18.00. Dialoga con l’autrice Maristella Buonsante, psicoterapeuta. Interviene Alessio Rega, editore e scrittore.
2) Bitonto, 11 aprile, Libreria del Teatro – Salotto Letterario, Largo Teatro Umberto I, ore 18.30. Modera Gianluca Rossiello, libraio.
3) Trani, 12 aprile, Libreria Ubik – Luna di Sabbia, via Mario Pagano 193, ore 18.30. Dialoga con l’autrice Michela Diviccaro, attrice.
4) Barletta, 13 aprile, Punto Einaudi, Corso Garibaldi 129, ore 18.30. Dialoga con l’autrice Michela Diviccaro, attrice.
5) Foggia, 14 aprile, Museo di storia naturale, Via Giuseppe Di Vittorio 131, ore 17. Dialoga con l’autrice Annachiara Biancardino, editor.

Il Gufo prende il titolo dal soprannome del suo protagonista, un ex commissario di polizia diventato investigatore privato in seguito a una serie di disavventure giudiziarie.

Iracondo, burbero, al limite dell’alcolismo, il Gufo trascina le sue giornate fra una indagine e l’altra, strapazzando chi gli sta vicino, soprattutto le donne, compresa quella che lo ama profondamente. Tutto cambia, quando una mattina il Gufo riceve una misteriosa e-mail firmata “Madre Disperata”. Nella e-mail la donna comincia a raccontare una storia, ma senza entrare troppo nei particolari e promettendo di inviare altre e-mail con le quali spiegherà tutto.

L’e-mail farà deragliare il già compromesso equilibrio del Gufo, scatenando una serie di eventi tutti da scoprire, prima di un finale a sorpresa. 

Dopo il lusinghiero successo di pubblico e di critica ottenuto con “Se devo essere una mela” (Les Flâneurs Edizioni), Emma Saponaro pur restando dentro i temi che caratterizzano la sua scrittura fin dall’inizio, il mondo femminile e le battaglie contro le violenze che le donne continuano a subire, propone un noir dai toni crudi ma con momenti di intensa ironia.

EMMA SAPONARO è approdata al romanzo dopo un lungo percorso che l’ha vista dapprima blogger di successo e poi autrice di saggi psico-giuridici sulle problematiche legate all’adozione, all’abbandono e sulle violenze sulle donne. Ha scritto numerosi racconti ed è stata cofondatrice e cocuratrice di antologie letterarie benefiche, fra le quali ricordiamo “Parole di Pane”. “Il Gufo” è il suo terzo romanzo, dopo “Come il profumo” (Castelvecchi) e “Se devo essere una mela” (Les Flâneurs).

MARISTELLA BUONSANTE è stata Direttore della U.O.C Centro di Salute Mentale di Bari dell’ ASL Metropolitana BA. Esperta di disturbi ansiosi e attacchi di panico, disturbi ossessivo-compulsivi e psicosi,depressione, nevrosi, disturbi bipolari, disturbi di coppia, disturbi di identità. Pratica psicoterapia individuale, familiare e di coppia, anche dell’infanzia e dell’adolescenza. Ha insegnato psichiatria, psicologia e materie affini all’Università degli Studi di Bari. È CTU dei Tribunali di Bari e autrice di numerosi saggi. 

ALESSIO REGA ha fondato il gruppo editoriale “Les Flâneurs”, formato da 7 case editrici. Ultima arrivata, “Il Piroscafo”, specializzata in libri di storia. È anche autore di due romanzi, “Giro di vita” e “La tela di Svevo”.

MICHELA DIVICCARO è maestra ed educatrice specialistica per l’autonomia e la comunicazione di persone diversamente abili, è diplomata presso I.T.A.C.A. Academy – International Theatre Academy of Adriatic.
Attrice di teatro e cinema ha al suo attivo numerosi spettacoli di successo, fra i quali ricordiamo “Dialoghi allo specchio” di Antonio Turi, “Le Baccanti” (regia di Daniele Nuccetelli, produzione ITACA Academy), “Nozze di Sangue” (regia di Christian Di Domenico, produzione ITACA Academy), “Les dialogue analogiques in Checov” (Teatro De L’Atlante/Parigi), “La Disfida all’Improvviso” (produzione ITACA Academy), “Sogno di una notte di mezza estate” (produzione ITACA Academy), “La commedia all’improvviso” (Fattoria Degli atisti), “Circo Zodiaco” (Fattoria Degli Artisti), “Luigi Ti Amo” (Teatro Fantàsia/Arci Cafiero), “Romeo e Giulietta” (Compagnia Salvatore Della Villa), “Tre Sorelle” (Daniele Nuccetelli). 
È stata attrice per “Murders Inn- cene con delitto”, e collabora con le compagnie Il teatro del viaggio (Gianluigi Belsito) e “Centro Produzioni Diaghilev s.r.l.”. 
Ha anche ottenuto numerosi premi, fra i quali ricordiamo il premio CISV Campagna Abbiamo riso per una cosa seria (Artista impegnata nella cittadinanza attiva e aperta alla solidarietà), 2018; premio miglior attrice festival Luccica, Ottobre 2016. PREMIO NAZIONALE LETTERATURA E TEATRO NICOLA MARTUCCI –CITTA’ DI VALENZANO, Premio Poesie al Balcone, Menzione d’onore poesia e letteratura – premio internazionale città di Carosino, Parole stese al sole – Locorotondo (BA), PREMIO NAZIONALE DI LETTERATURA “MIRYCAE” – ON LINE.

GIANLUCA ROSSIELLO è instancabile animatore della vita culturale bitontina. Ha creato e gestisce la Libreria del Teatro, e in questa struttura organizza eventi legati al mondo del libro e della cultura. 

ANNACHIARA BIANCARDINO dopo numerose collaborazioni è oggi editor e direttrice editoriale di “Les Flâneurs” e de “Il Piroscafo”.

“Scrivo storie che ruotano sempre intorno a problematiche legate al mondo femminile, perché riguardano anche me, sono mie, sono nostre”, ci dice Emma Saponaro, “Continuerò a farlo finché non mi darò pace e pace me la darò quando vedrò un mondo più giusto, paritario, e le violenze e i femminicidi saranno un incubo sepolto.

“Nel mio libro, è stato doloroso entrare nella mente di una tipologia di uomo che noi donne combattiamo. Volevo capire, volevo avvicinarmi ai suoi pensieri e tentare di capirlo. Onestamente, pur volendo considerare una infanzia anaffettiva e una vita difficile, non trovo scusanti né giustificazioni per un eventuale comportamento violento.”

“Sono sempre più convinta della necessità di porre maggiore attenzione verso i bambini, i loro sentimenti, e che sia di fondamentale importanza l’abbattimento degli stereotipi che ancora oggi affollano le nostre vite, a cominciare dai testi scolastici della scuola primaria.”

“Ovviamente la stesura di questo libro è stata molto travagliata. Soprattutto perché mi sono dovuta calare nei panni di un uomo, di un uomo problematico e che spesso non rispetta le donne.”

“Il messaggio è quello di una speranza di cambiamento, di trovare una strategia efficace. Ma mentre speriamo, diamoci da fare e facciamo capire che tutti gli esseri umani – a prescindere dalla loro identità di genere o dal loro orientamento sessuale – sono tutti degni di rispetto. Non deve esistere un genere che sovrasta l’altro. La questione è moltodelicata e complessa, ma se non ci muoviamo, alcuni uomini continueranno a pensare di avere il diritto di possedere le donne. L’educazione! È dai banchi di scuola che bisogna iniziare a essere imparziali, giusti e rivoluzionari. Sì, una bella rivoluzione copernicana per far vedere il mondo come vorremmo vederlo noi donne. Equo!”

IL GUFO a Canale 21

Anche se solo per due minuti, il Gufo e io siamo andati in onda a Canale 21, in occasione della presentazione a Napoli il 28 marzo scorso.