C’è ancora domani, l’esordio alla regia di Paola Cortellesi

Non si può!
Non si può tacere dopo aver visto “C’è ancora domani”.
Non si può tacere come vorrebbero gli uomini che ritrae Paola Cortellesi, quelli che ti maltrattano perché TU non devi parlare, e soprattutto non devi neanche pensare. Sei fatta per crescere i figli, per soddisfare le voglie, preparare la cena. Guai se rompi anche solo un bicchiere o rispondi male perché altrimenti… te le sei cercate. E allora si balla. Già, perché le scene violente (avviso per i guardoni) si trasformano in danze. Una danza che fa immaginare, una danza che può far male. Si pensi a quanta violenza viviamo oggi, quante parole taglienti e velenose, quanti ricatti morali. Parole come pugni sullo stomaco, che non lasciano lividi fuori ma dentro, e sono forse i più dolorosi.
Il film è potente, ma potente potente.
Sembra che tu, donna spettatrice, stia lì a tavola con loro e viva il terrore che qualcosa possa andar storto. E intanto tu, sempre tu donna spettatrice, avverti la rabbia montare, senti la voglia di urlare, ribellarti, reagire. Ma non puoi, e allora piangi. Io sì, ho pianto per quasi tutto il film. Ho pianto per tutti questi motivi e anche per la rassegnazione e tanto altro. Poi la maestria di Cortellesi sta anche nel fatto che ogni tanto ti regala stoccate ironiche strappandoti un sorriso.
Il film è dedicato a quelle donne che inosservate e silenziosamente hanno contribuito a cambiare la storia e in qualche modo Cortellesi vuole ringraziarle. Ho pensato a queste sue parole, mentre vivevo il film (questo film si vive), e ho pensato: oltre al GRAZIE queste donne meriterebbero le SCUSE.

C’è tanta roba nelle due ore di pellicola, c’è tanta storia, vita e verità. Una verità patriarcale che purtroppo ancora striscia nelle nostre relazioni, oggi, 2023. Ce lo dice la cronaca: superati solo in Italia i cento femminicidi. CENTO!

Allora,
le critiche non le ho volute leggere, non guardo neanche i trailer prima di andare al cinema. Però è stato impossibile non sfogliare qualche post sul film dopo averlo visto, il feed ne è pieno. Ho letto parole anche a scritte a vanvera, critiche negative non motivate. Forse è un film che può irritare qualche suscettibile? Non lo so. Bianco e nero o a colori, con qualche piccolissima sbavatura, ok, però una cosa sicura la so, sono tra coloro che scrivono: ANDATELO A VEDERE!