Diario di bordo pugliese #3

 

La serata di ieri, a Nardò, è stata incantevole. Nella libreria I Volatori, con un so che di familiare, di accogliente, si è svolta la presentazione di Come il profumo, e sarà per merito del mio mentore nonché relatore Livio Romano, sarà per i sorrisi e gli occhi curiosi di un pubblico attento, e sarà pure perché abbiamo rivolto un pensiero emozionato e partecipato a Philip Roth, il “salotto” si è svolto in un caldo abbraccio empatico.
Grazie quindi al libraio Angelo che mi ha permesso di conoscere tante belle persone. Grazie anche a sua moglie, grazie a Livio Romano, ad Antonella Caputo e a tutti i presenti.

– – –
Dietro indicazione dell’ospite della masseria in cui dimoro, ho scoperto una spiaggetta che dire incantevole è poco. Secondo me ha del magico, questo posto. In questi giorni ho conosciuto Vittorio, un anziano signore bergamasco che ogni giorno preferisce uscire dal villaggio turistico dove alloggia e camminare per due chilometri (e due al ritorno) pur di bearsi dei colori di Torre Squillace. Ho conosciuto Elisa, dagli occhi dello stesso colore del mare più azzurro, aspirante scrittrice, e suo marito. Hanno deciso di cambiare vita e auguro loro felicità e successo per ricompensarli del coraggio che li anima. E infine Anna, un’autoctona, che mi ha confidato parte della sua vita. Sì, ha del magico questo posto.
Però, non vi ho detto una chicca: qui, in questa baia, si affaccia la villa il cui ex proprietario era un tale che risponde al nome di Mogol. Proprio qui, infatti, è stata scritta “Acqua azzurra acqua chiara”, ed è sempre qui che insieme a un altro tale di nome Battisti, seduti sulla spiaggia, si lasciavano ispirare dai seducenti colori del mare.
Non sentite anche voi profumo di salsedine?

Pagina FB Libreria I Volatori

IMG_4025

https://youtu.be/99n0yQG2pcI

Il sapore dolce del Salento

aaa TERRA MIA PAROLE PER STRADALacrime di pioggia rigano i vetri cupi del mio ufficio.
Dieci anni sono passati da quando vivo al Nord. Da allora, malgrado tentassi di chiuderlo fuori, il gelo si è insinuato in ogni parte di me.

Gente che va, gente che viene, gente che corre. Il brunch, gli aperitivi, la frenesia metropolitana che mi stordisce. A casa, la sera, chiusa la porta, il frastuono si dissolve nella malinconia che impertinente si svela e si esibisce.
Il Natale ormai prossimo mi regala nostalgici ricordi, profumi mai dimenticati, sapori che stridono con pasti fugaci e distratti.
Il trillo del campanello squarcia la tristezza. Sussulto, decido di allontanare il cruccio. Un pacco per me! Firmo e congedo il fattorino allungandogli la mancia.
Non posso aspettare, adagio il dono sul tappeto e m’inginocchio al suo cospetto. Osservo quella scatola che mi suggerisce la provenienza.
C’è ancora chi pensa a me!
Lo apro, guardo curiosa e sorrido. Un pesce di pasta di mandorle mi rivede bambina, quando mi era dato il privilegio di scegliere la parte migliore, la più morbida e ricca di marmellata, e il diritto di mangiare l’occhio del pesce, un chicco di caffè.
Li sento, ora, quei profumi. Profumo di terra rossa, quella terra che si estendeva nella campagna del nonno rivestita da ulivi.
Salento, terra che mai potrò dimenticare. Un sorriso desta il torpore.
 Accovacciata sul tappeto svestito, mi sono persa nel suo arabesco concentrata su una improbabile figura di pesce.
E il dolce della marmellata si aggrappa ai miei pensieri…

Emma Saponaro

Miniracconto scritto in 1500 caratteri e selezionato per l’antologia Parole per strada “Terra mia”. Ringrazio l’associazione  Il furore dei libri, per aver creduto in me in tre anni consecutivi.