Un maelstrom di inchiostro spumoso. Rec. a “Il Gufo” di Emma Saponaro

Questo romanzo è il racconto di una violenza che stratifica, una verità che si svela piano piano, un po’ per volta. La menzogna brilla in superficie, fintamente dorata, come certi gioielli a buon mercato: se gratti la patina dorata, la lucentezza svanisce e si svela l’inganno. Guido Vitali è un detective privato con un passato da poliziotto; gli hanno cucito addosso il soprannome di Gufo, un po’ perché ne ha l’aspetto e un po’ per le sue doti da investigatore. Ha anche tante dipendenze: alcol, fumo, psicofarmaci; una specie di liquido amniotico nel quale restare sospeso, dentro il ricordo di un passato torbido che ancora lo rincorre. Al lettore riporta alla mente il Philip Marlowe di Chandler o il Duca Lamberti di Scerbanenco, perché anche il Gufo non ha solo la postura del detective, ma ne incarna l’essenza: ha l’istinto della caccia. Così, quando riceve l’email di una madre disperata, che invoca il suo aiuto, dopo un primo momento di disinteresse, deve scoprire cosa ci sia dietro questa richiesta. Da quel momento la vita del Gufo cambia e inizia quella che appare in un certo senso una lenta catabasi verso l’origine del male.

     Le storie di donne avvolte dalla violenza – tema che emerge con crescente forza emotiva dalle pagine del libro – non rischiano di apparire né pretestuose né di cornice, perché Saponaro sa farle discendere da un sentore narrativo che affonda nella tradizione del genere. Se – per tornare a Scerbanenco – una volta c’erano I ragazzi del massacro, oggi abbiamo a che fare con i cosiddetti incel, un sottobosco di uomini, per lo più giovani, che tra le mura riparate di un forum danno sfogo alla propria misoginia, un sentimento di odio impastato col desiderio di vendetta per ogni donna, senza distinzione. Dileggiate e stuprate già nelle intenzioni attraverso epiteti vecchi e nuovi. Tante sono le donne che popolano il microcosmo del Gufo: un atlante di figure femminili che sembra la personificazione di un cliché: c’è Rosalba, la segretaria impicciona ma accondiscendente; Iolanda, l’amante e il rifugio; c’è Bianca, l’amore vero, quello che però Guido ha lasciato andare via. Su tutte torreggia, ambigua e disturbante, la madre, o meglio, il suo ricordo, al quale, il nostro si tiene aggrappato come a un ancestrale senso di dipendenza. Questa, probabilmente, è la più feroce di tutte. Perciò Guido ha paura dei sentimenti e cede spesso al puro sesso.      La storia che racconta Saponaro è ambientata a Roma. Eppure non sarebbe difficile immaginare i suoi personaggi in una certa Milano, quella del già citato Scerbanenco ma anche quella sapientemente raccontata da un altro milanese, Dino Buzzati. Difatti, come in Viaggio agli inferni del secolo (ma poi anche in Poema a fumetti), Il Gufo è la storia di una discesa agli inferi. Un viaggio affrontato dallo stesso protagonista che, un capitolo dopo l’altro, si troverà faccia a faccia con demoni di un passato che non avrebbe mai voluto affrontare. Allo stesso tempo, la frequenza con cui “madre disperata” scrive a Vitali scandisce i tempi del romanzo, con un certo ritmo, fino a raggiungere il parossismo. In sottofondo l’ossessione che Vitali sviluppa per queste email non è che una variazione eccitata dell’attesa. Il lettore che si accosta a questo romanzo abbraccia la sorte di Guido, ne condivide le grandi angosce e le fugaci gioie. Si addentra nelle spire di una storia che risucchia sempre più a fondo, immerso in un maelstrom di inchiostro spumoso. 

Emma Saponaro, Il Gufo

pp. 237, euro 17.00, Les Flâneurs, Montparnasse, Bari, 2024

“Il Gufo” al Palazzo del Freddo (evento anche online)

Amiche e amici romani,

📌 SABATO 15 MARZO ORE 19 da FASSI a Roma 📌

un nuovo appuntamento goloso e letterario per “Il Gufo”, il mio ultimo libro. Sapete ormai che Il Gufo mi ha fatto tremare le dita mentre lo scrivevo e battere lo stantuffo cardiaco per le emozioni. Vorrei trasmettervele tutte, queste emozioni che ho provato. 👠

Mi accompagneranno in questa nuova avventura Lucia Pappalardo (giornalista e filmaker Rai) e Paolo Restuccia (scrittore e regista radiofonico Rai). Curerà la regia Luigi Annibaldi (scrittore e illustratore).

🔴 È consigliabile prenotare: per l’occasione Andrea Fassi ha creato un nuovo gusto di gelato e lo offrirà in anteprima a tutti i presenti. Quindi è meglio sapere quanti saremo.

Aprite questo link per prenotare il vostro posto nella Sala Giuseppina del Palazzo del Freddo, via Principe Eugenio 65/67.

Venite e diffondete! 👠

Vi aspetto,

Emma

Oppure
guardate la diretta comodamente da casa vostra, senza però mangiare gelato di Fassi. C’è la possibilità di fare domande tramite chat

8 marzo: presentazione de Il Gufo a Palazzo Mauri

Sono felice ed emozionata di annunciarvi che sabato 8 marzo, giornata internazionale della Donna, sarò ospite alla Biblioteca comunale G. Carducci di Palazzo Mauri con il mio ultimo libro Il Gufo (Les Flâneurs Edizioni). Interverranno Luigina Renzi, assessora, e Mario Lucidi, dirigente scolastico e scrittore.
Grazie al Comune Di Spoleto, sono commossa e onorata.
Chi mi conosce sa quanto io sia da sempre legata a Spoleto.

Ci vediamo quindi sabato 8 marzo, alle ore 11.


https://www.comune.spoleto.pg.it/turismoecultura/2025/02/24/8-marzo-festa-della-donna/

Il Gufo

È da stamattina che giro per la casa con la voglia di “stappare” la notizia, come un buon Franciacorta per le grandi occasioni. Oh, non mi viene una parola. Mi sento una scolaretta il giorno degli esami che se la fa sotto perché non ricorda nulla di quello che ha studiato.
La stappo ora e nel peggiore degli stili.
Squillino le trombe
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Da oggi è in libreria! (edit dal 22 novembre)
Sì, da oggi è in libreria e in tutti gli store on line il mio nuovo romanzo. Si intitola “Il Gufo”, pubblicato ancora da Les Flâneurs Edizioni. Sono felice e felice sono. E con la stessa felicità ringrazio Patrizia Rinaldi per la prefazione, adoro!, e Alessandro Arrigo perché ancora una volta ha colto nel segno e la copertina non poteva che essere così.
È il mio terzo libro ma sono emozionata come se fosse il primo, forse ancora di più. E nei prossimi giorni proverò a spiegarvi perché.
È il mio terzo libro ma anche questo, come gli altri, gira intorno a un tema per me fondamentale: le donne, le loro storie, la violenza che per secoli hanno/abbiamo subìto.
Sì, “Il Gufo” parla delle donne, ma questa volta ho voluto avvicinarmi ai nostri problemi provando a mettermi nei panni di un uomo, un uomo maschilista, misogino, un uomo che…
Intanto oggi è un giorno di festa, ma con un retrogusto amaro. Perché anche oggi, come purtroppo troppi altri giorni, le notizie di violenza sulle donne si accavallano. Del fatto cui sono rimasta basita, parlerò in seguito, ma ne sono piene le bacheche e purtroppo c’è chi difende l’indifendibile, per me.