Filippo La Porta e Claudio Giovanardi su Come il profumo

Ancora un contributo, per chi volesse conoscere meglio “Come il profumo” e la sua autrice, Emma Saponaro:
gli interventi di Filippo La Porta e Claudio Giovanardi. La serata, è quella del 14 giugno, alla TAG – Tevere Art Gallery.
Vi ricordiamo che più giù trovate anche un bellissimo brano composto per l’occasione dal Maestro Marcello Rosa ed eseguito dai JazzTales.

Scatti d’Autore per Come il profumo

Una serata che ti si appiccica addosso come la resina di benzoino 

Se volete farvi una passeggiata visiva, cliccate sul simbolo blu di Facebook ed entrerete negli  album.

eravamo alla TAG – Tevere Art Gallery – Roma

ph Zhanna Stankovych

Un bellissimo servizio fotografico curato da Zhanna Stankovych, che ringraziamo con immenso affetto, in occasione della…

Posted by Come il profumo di Emma Saponaro on Wednesday, June 20, 2018

 

ph Roberto Cavallini

E questo è il secondo album di foto scattate in occasione della presentazione romana, autore, questa volta, Roberto…

Posted by Come il profumo di Emma Saponaro on Thursday, June 21, 2018

Come il profumo al Caffeina Festival

COMUNICATO

Caffeina Festival, nella sezione incontri dell’edizione 2018, ospita Emma Saponaro, autrice del romanzo “Come il profumo” (Castelvecchi). La scrittrice romana sarà a Viterbo sabato 23 giugno, nella suggestiva Piazza del Comune, alle 20.30. Presenta Luigi Concordia, Lorena Paris leggerà passi del romanzo.
Emma Saponaro è già nota a Viterbo perché in collaborazione con Daria Sganappa,  scrittrice viterbese, ha curato l’antologia “Parole di pane”, uscita in due edizionI, nel 2013 e nel 2014. L’antologia, i cui proventi sono stati devoluti interamente in beneficenza, è stata patrocinata dal Comune di Viterbo e presentata nella prestigiosa cornice della Sala Regia del Comune, alla presenza del sindaco, Leonardo Michelini. A ricevere i proventi delle vendite è stata l’A.fe.SO.psi.T (Associazione Familiari e Sostenitori Sofferenti psichici).
Noir colorato di ironia, Come il profumo è un intrigante racconto che si muove a metà strada fra affetti e criminalità internazionale. Denso di colpi di scena e di improvvisi cambiamenti di ritmo e di scenario, racconta la storia di una giovane donna e della sua bambina, protagoniste di una storia nella quale i profumi, gli odori, hanno un ruolo importante.
Approdata al romanzo dopo un lungo percorso che l’ha vista dapprima blogger di successo e poi autrice di saggi psicogiuridici sulle problematiche legate all’adozione, all’abbandono e sulle violenze sulle donne, Emma Saponaro non si nasconde i rischi di questa nuova esperienza.
In attesa di conoscere la risposta del pubblico, il romanzo ha anche una pagina Facebook, molto curata, sulla quale trovare notizie ma anche riflessioni, una pagina molto seguita grazie anche a diverse iniziative, come concorsi e dibattiti su temi legati al libro. https://www.facebook.com/Comeilprofumo/

Luigi Concordia è nato a Nepi, laureato in Sociologia con indirizzo Antropologia culturale all’Università di Roma La Sapienza. Ha lavorato nel campo della disabilità mentale a Viterbo e si è sempre interessato alla salute mentale fin dai primi anni ‘70 e in seguito nell’ambito delle teorie basagliane all’interno di “Psichiatria democratica”.

Lorena Paris ha pubblicato sette sillogi poetiche. È presente come autrice in varie antologie di poesia e di poesia-haiku ed è ideatrice e conduttrice della trasmissione di cultura e società “di Tuscia un po’” su Radio Verde. È autrice e interprete di reading e performance poetiche.

La Fondazione Caffeina Cultura è nata l’8 novembre 2012 grazie al contributo di 38 soci fondatori che hanno creduto in un progetto culturale di grande rilevanza per la città di Viterbo. Associazioni imprenditoriali, aziende, privati, banche, ordini professionali, università, cooperative, ma anche semplici cittadini, si sono uniti per una causa comune: promuovere e diffondere la cultura. In 38 hanno creduto nel fare impresa sociale e nell’investire in cultura, un bene comune imprescindibile che, all’atto pratico, crea anche un valore aggiunto per il territorio. Caffeina Festival, pur essendo l’evento culturale più importante che la Fondazione organizza, non è l’unico. La Fondazione promuove, sviluppa, diffonde attività e iniziative a carattere culturale, artistico, scientifico, sociale, educativo, turistico e artigianale. Incontri, convegni, seminari, dibattiti, corsi di formazione e informazione; spettacoli e mostre. Inoltre promuove attività di formazione e corsi di aggiornamento in collaborazione con istituti scolastici e università pubbliche e private, per educatori, insegnanti, operatori sociali e cittadini e per tutte le categorie professionali e non interessate alla cultura in generale.
Il Festival è la più importante fra le manifestazioni organizzate.

CAFFEINA

Programma Caffeina Festival 2018
Sono a pag. 25, prima di Valerio Massimo Manfredi
e stesso orario de, ehm, la sagra del Maccarone  canepinese 🙂

Ricordi in videoclip

Lavarsi i denti utilizzando l’arnica anziché il dentifricio, uscire con un vestito elegante e gli infradito di casa, tentare con accanimento di aprire un’altra macchina, cercare per tutta casa il cellulare mentre si tiene all’orecchio ascoltando l’interlocutore. È possibile? Sì, è possibile questo e tanto altro ancora se si ha addosso la scia persistente di una esperienza galvanizzante.
Oggi vorrei scrivere un post, così, vorrei parlare, dire, sfogarmi un po’, solo un po’, di quello che mi è accaduto, altrimenti rischio di fare altre figuracce.

L’attività promozionale è importante, non lo discuto, però oggi mettiamoci in pausa, un momento di relax per parlare di emozioni, aneddoti, ricordi, tanto per non affogare la Pagina[1] di video e foto. Ah, le foto sono bellissime e scattate da professionisti del campo, e le inseriremo, prometto, però ora no, ora vorrei prendermi un giorno. Vorrei respirare anche la vostra presenza in un reciproco scambio, e non rimpinzarvi solo di appetitosi stuzzichini, buoni per carità ma non sempre graditi.

Ecco i miei videoclip.
Fotogrammi impressi sulla pellicola della memoria, ancora vivida, come vividi sono i graffi sulle gambe e sulle ginocchia, procurati dai rovi che ostacolano la vista del Dolmen Stabile. Segni protostorici. Salento megalitico. I Menhir svettano là dove non te li aspetti. Svettano come la mia smania di esplorare e conoscere.
Il respiro di libertà nella guida solitaria mi fa sentire una bambina alla quale lo zio ricco chiede di scegliere il giocattolo che più desidera. [Riavvolgimento nastro] Lecce. Scaffali pieni zeppi di giocattoli. Zio Giacomino chiede a Emma piccola di scegliere quello che vuole. Colta all’improvviso da una gioia fiabesca, Emma vorrebbe una jeep a pedali, verde, grande, bella. È troppo, Emma non ce la fa. È timida e quello zio che vede una volta l’anno si è trasformato in Mago di Oz. Indica, così, il giocattolo che le sta davanti, uno a caso: la lavagnetta con i chiodini tutti colorati. Ma è piccolo, scegline un altro. La situazione si è complicata e la bimba si sente anche esaminata. Cerca aria di casa, i giocattoli semplici. Vorrebbe i suoi genitori. Poi sceglie la bambola Michela, non tanto per la bambola per la quale non ha mai dimostrato tanta simpatia, ma per giocare con il piccolo apparecchio posto sulla sua schiena. Lo zio è soddisfatto, lei anche. Può giocare con i piccoli dischi uguali a quelli dei suoi genitori in formato ridotto. E forse un ponte che la traghetta verso la sponda sicura trova soluzione al suo impaccio. [Avanzamento nastro]
Conosco a memoria la litoranea che da Otranto scende fino a Santa Cesarea. Costa alta. Venti chilometri selvaggi, anche in pieno agosto. Raro è l’accesso al mare, ma appagante la vista, l’olfatto. Lo so cosa nasconde quella curva e anche l’altra e l’altra ancora, eppure rivivo la curiosità della novella esploratrice.
È finita la pacchia, dopo Lecce e Nardò, presenterò nel Nord Barese. Altra zona. Come sarà? Guido tra i pensieri e l’impazienza di conoscere Bitonto, Barletta e Trani. Sottofondo musicale Pink Floyd, Us and Them. Magnifico!
Scracketndfksladfcrashhhhhh
Cos’è? Scusa, Roger. Scusa, Richard. Devo mettervi in pausa. Anche la gomma squarciata sembra aver arricchito il viaggio. Trovo nell’imprevisto un senso. Sono stata risucchiata dall’avidità di scoprire [Slow Motion]. Posso raccontare: la mia prima volta è accaduta a cinque chilometri da Brindisi, dove viveva nonna. Altri pensieri. Sento il profumo delle sue leccornie. La focaccia, la pizza di patate, i pasticciotti. L’acqua di colonia che rinnovava nei pomeriggi afosi.

Avviso Bitonto del ritardo. E riprendo il viaggio, sempre ignara di quello che mi aspetterà. Non so ancora le meraviglie che vedrò, gli abbracci dei già amici, i librai, le chiese barocche e quelle paleocristiane, le cattedrali, i sorrisi, le pinacoteche, i fiori, il caffè nautico, e i brindisi ripetuti ripetuti ripetuti. E lo sguardo di chi mi saluta con una patina di acerba malinconia e che ricambio con il mio, denso della stessa promessa. Ci rivedremo, presto presto!

post RICCIA ROSSA

[1] Racconto pubblicato sulla mia Pagina Facebook
Immagine tratta dal web