Ringrazio Ida Guglielmotti per avermi ospitato IL 26 dicembre a Radio InBlu nel suo programma Cosa succede in città?
«Emma Saponaro è l’autrice di “Come il profumo”, una storia che, da leggera, si sviluppa fino a toccare le corde del giallo e del noir, seguendo le tracce della piramide olfattiva, attraverso incontri fortuiti, misteriose sparizioni, storie d’amore e colpi di scena»
C’è un’architettura complessa dietro ogni fragranza. Quello che percepiamo respirando scatena nella nostra mente sensazioni piacevoli o respingenti, che “risuonano” nella nostra mente. Non a caso quando si descrive un profumo si parla di una piramide olfattiva fatta di note di base, di cuore e di testa: stratificate e amalgamate si fanno strada nei nostri sensi attraverso percorsi di cui non siamo sempre consapevoli.
Un po’ come capita nella vita, quando non è facile orientarsi tra ricordi ed emozioni e sotto la superficie si avverte la voglia di buttare tutto all’aria. Succede anche a Cecilia, quarantenne romana decisa a dare una svolta alla sua routine. Mentre mette negli scatoloni del trasloco carte e vestiti, ripercorre gli ultimi anni della sua esistenza e l’incontro con uno straniero tanto affascinante quanto misterioso, che è passato nella sua vita come una meteora ma che otto anni prima l’ha fatta diventare madre di Leila.
Un giorno però la bambina scompare all’uscita di scuola e per Cecilia inizia un periodo straziante di attesa, le indagini della polizia, il coinvolgimento di un boss… Chi può averla rapita? E per quale motivo?
Non è il caso di rivelare troppi dettagli di una trama che avanza a colpi di scena e indaga anche nella psiche dei protagonisti, operazione familiare per la scrittrice che è psicopedagogista e si occupa di tematiche legate all’adozione.
Non aspettarmi, non so quando arriverò!
Sono bronchitica, sono afona, sono in Val d’Orcia, e che importa? Vado a Bagno Vignoni, alla libreria più bella e accogliente che conosca: Librorcia. Simone e io ci guardiamo come due bambini, lui avvia un cd natalizio che… ci sta tutto, come si dice oggi. Nevica e non era previsto. Quel pizzico d’incoscienza mi fa restare cinque minuti in più per scambiarci due parole e parlare del mio ultimo libro. Tuttavia, l’incoscienza scende un po’ e la preoccupazione non tarda a sgomitare per farsi strada…
Questi fiocchi sono delle pappardelle, dice lui. Non so cosa fare: torno a Roma, a Pienza dai miei amici del Podere San Gregorio, cosa faccio? Aiuto!
“Stai tranquilla: non attacca, le strade sono tutte bagnate”.
“Allora mi trattengo. Mi fido di te”.
“Fai male. Sono nato e cresciuto in città. Non so niente di neve”, dice Simone sorridendo.
Allora scappo.
Scappa.
Corro!
Bagno Vignoni-Pienza sono 14,9 chilometri. Dovrei farcela.
Calma Emma, se corri rischi di slittare, di uscire fuori strada.
Respiro: regolare; velocità: moderata; musica: Etta James; visualità: zero. Lo spettacolo è magia pura. Dolci colline candide.
La tensione inizia a salire, ma so che arriverò fino su a Pienza. Devo! E così infatti è. A parte l’ultima curva che pensavo di non superare e l’auto che ha cominciato a fare i capricci e brontolare.
Arrivata!
Lo spettacolo è stupendo, meraviglioso, soffice. E io sono emozionata. Ho sempre sognato di dire “Sono bloccata dalla neve, mi dispiace”. Sotto la neve, gli impegni sbiadiscono, il tempo si diluisce, il fuoco arde, il vino è ancora più buono.
Liliana mi coccola, è su che sta preparando un brodo di pollo.
Qui mi sento a casa e la tristezza si scioglie in lacrime miste a gioia.
Non aspettarmi, non so quando arriverò!