Ho tirato giù l’albero di natale e, come tutti gli anni, aprendo la vecchia scatola ci ho trovato di tutto. Non di semplici palle di vetro si tratta, ma di oggetti che mi ricordano tante cose e che mi riportano a ricordi di tanti anni fa, risvegliando quel dolore sottile che riposa silente perché la vita va avanti e si fa finta che non esista, il dolore. Ho buttato il puntale di mio zio. Si teneva con lo scotch e ha resistito per 42 anni, quando lui se n’è andato e io ero adolescente. Gli oggetti sono anche simboli, grimaldelli delle emozioni, pillole di vita passata.
Il mio albero è scarno, ora, niente ricordi. Guardo avanti, vivo il presente, ma quei ricordi li conservo in me, e li rianimo ornandoli di tenerezza, almeno ci provo. Perché, tutto sommato, il mio passato è un gran bel passato e non ha bisogno di oggetti per commemorarlo.
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