Letture essenziali

Oggi scrivo sul “cosa mi piace?”
In che senso? Tipo cioccolata, pizza, pasta, vino, parmigiana, pasta di mandorle? No.
Nel senso di cosa mi piace in questo campo e basta. Ok, vado a ruota libera.
Mi piacciono le storie semplici, complicate, assurde, misteriose, sorprendenti, ma che non abbiano a che fare con fantascienza o fantasy. Non riesco proprio. Anche se di fantascienza mi nutrii in adolescenza con gli Urania, ve li ricordate? Isaac Asimov e Arthur Clarke, i miei preferiti. Ma erano altri tempi e ora preferisco invece stare con i piedi per terra, storie concrete. Mi piacciono soprattutto le storie raccontate da donne, i loro racconti sulla difficoltà a essere sé stesse stando in coppia, di realizzarsi con i limiti imposti dal loro compagno o da una società gretta (la nostra, eh!?), storie di donne che faticano a ottenere ciò che spetterebbe loro di diritto (e lasciamo stare pure il diritto: una cosa giusta deve esistere per natura non perché imposta. Mh!)
Ecco cosa mi piace.
Il risveglio della consapevolezza su quanto noi donne dobbiamo impegnarci di più rispetto al genere maschile, ma anche sul doverlo pretendere.
Va da sé che nelle letture prediliga, per esempio:
Annie Ernaux, che racconta la sua vita come un romanzo a puntate e nel quale prima o poi tutte noi ci rispecchiamo in qualche modo.
Virginia Woolf, per non essersi mai arresa a una vita sotto il controllo maschile, a cominciare da quello dei familiari. Vogliamo parlare dei fratelli? Abbiamo sempre parteggiato per lei, e sofferto per il suo mal di vivere.
Simone de Beauvoir, per non essersi fermata a considerare come unico problema la discriminazione giuridica, infatti ci ritroviamo ancora qui, oggi, a battagliare per eliminare tanti, troppi stereotipi che invadono la nostra cultura.
Continuo? Continuo!
Bernardine Evaristo, Sibilla Aleramo, Goliarda Sapienza, Grazia Deledda, Erica Jong, Carla Lonzi, Margaret Atwood, Clarissa Pinkola Estés. Poi quelle che mi svegliarono con una sberla: Elena Gianini Belotti con “Dalla parte delle bambine” e Colette Dowling con “Il complesso di Cenerentola”. Sbang! Saggi, racconti, riflessioni. Di autrici ce ne sono moltissime, ma non voglio tediarvi con lunghi elenchi e mi fermo qui.
Ah no, scusate, questo lo voglio citare: si tratta di un saggio, uno di quei libri che si tengono perennemente sul comodino, come qualcuno fa con la bibbia. È un saggio che va preso in pillole e da evitare scrupolosamente quando si mangia pesante. Sto parlando di “Il mostruoso femminile” di Jude Ellison Sady Doyle. Un libro, cito, “sulla natura selvaggia della femminilità, che viaggia tra mito e letteratura, cronaca nera e cinema horror, mostrando la primordiale paura che il patriarcato nutre da sempre nei confronti delle donne”.
Non penserete che non leggo gli uomini, eh!?
Ma certo che leggo anche gli uomini, uffa. Adoro Francis Scott Fitzgerald, Davide Foster Wallace, Don De Lillo, Diego De Silva, Alan Bennet, George Simenon, Nabokov e Tolstoj. Anche qui la lista sarebbe lunga davvero, ma, gira e rigira io alla fine leggo più le donne, anche per il solo fatto di essere state taciute, cancellate, nascoste, sottomesse per secoli e secoli. Hai voglia a recuperare ^_^ E poi essendo donna nelle storie di donne io mi sento più a mio agio, mi ci piazzo comoda come a casa con la tuta, e condivido e mi ci rispecchio e ci sguazzo e ci soffro e m’incazzo e esulto e lotto e borbotto e e e.

Potrebbe essere un contenuto grafico raffigurante 6 persone e il seguente testo "I MEI LIBRI ESSENZIALI BESTSELLER chbslgrde! lieCiuare.oslegrn_mi.emci MARGARET ATWOOD Wens ANNIE ជីញ AUX ปิอเท daswas IADONNAGELATA wahnte รรอโรี THE HANDMAID'S S TALE CLARISSA PINKOLA ESTÉS Donne che corrono coi lupi Colette Dowling omplesso enerentola どを米 ောင်၊ 米 PICKWICK Simone de Beauvoir H secondo sesso MankaClub Elena Gianini Belotti Dalla delle bambine ra Cancita มิ Gregerio Erica Jong Paura divolare Rimaos Beespiani"

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C’è ancora domani, l’esordio alla regia di Paola Cortellesi

Non si può!
Non si può tacere dopo aver visto “C’è ancora domani”.
Non si può tacere come vorrebbero gli uomini che ritrae Paola Cortellesi, quelli che ti maltrattano perché TU non devi parlare, e soprattutto non devi neanche pensare. Sei fatta per crescere i figli, per soddisfare le voglie, preparare la cena. Guai se rompi anche solo un bicchiere o rispondi male perché altrimenti… te le sei cercate. E allora si balla. Già, perché le scene violente (avviso per i guardoni) si trasformano in danze. Una danza che fa immaginare, una danza che può far male. Si pensi a quanta violenza viviamo oggi, quante parole taglienti e velenose, quanti ricatti morali. Parole come pugni sullo stomaco, che non lasciano lividi fuori ma dentro, e sono forse i più dolorosi.
Il film è potente, ma potente potente.
Sembra che tu, donna spettatrice, stia lì a tavola con loro e viva il terrore che qualcosa possa andar storto. E intanto tu, sempre tu donna spettatrice, avverti la rabbia montare, senti la voglia di urlare, ribellarti, reagire. Ma non puoi, e allora piangi. Io sì, ho pianto per quasi tutto il film. Ho pianto per tutti questi motivi e anche per la rassegnazione e tanto altro. Poi la maestria di Cortellesi sta anche nel fatto che ogni tanto ti regala stoccate ironiche strappandoti un sorriso.
Il film è dedicato a quelle donne che inosservate e silenziosamente hanno contribuito a cambiare la storia e in qualche modo Cortellesi vuole ringraziarle. Ho pensato a queste sue parole, mentre vivevo il film (questo film si vive), e ho pensato: oltre al GRAZIE queste donne meriterebbero le SCUSE.

C’è tanta roba nelle due ore di pellicola, c’è tanta storia, vita e verità. Una verità patriarcale che purtroppo ancora striscia nelle nostre relazioni, oggi, 2023. Ce lo dice la cronaca: superati solo in Italia i cento femminicidi. CENTO!

Allora,
le critiche non le ho volute leggere, non guardo neanche i trailer prima di andare al cinema. Però è stato impossibile non sfogliare qualche post sul film dopo averlo visto, il feed ne è pieno. Ho letto parole anche a scritte a vanvera, critiche negative non motivate. Forse è un film che può irritare qualche suscettibile? Non lo so. Bianco e nero o a colori, con qualche piccolissima sbavatura, ok, però una cosa sicura la so, sono tra coloro che scrivono: ANDATELO A VEDERE!