Di ghiaccio il suo vestito e di chiodi i denti
Afferra l’impotenza di chi non può sottrarsi
E un muto dolore resta a chi grida giustizia!

Foto tratta dal web
Di ghiaccio il suo vestito e di chiodi i denti
Afferra l’impotenza di chi non può sottrarsi
E un muto dolore resta a chi grida giustizia!

Foto tratta dal web
Short story selezionato e pubblicato nell’antologia Palpiti, ossessioni e disavventure d’amore in 100 parole“, L’Erudita – Giulio Perrone Editore, in occasione dell’Anti-San-Valentino

Il sole! Dopo il gelo invernale, apprezzai quel calore che stava sciogliendo la mia apatia: una stella era apparsa nel mio spazio siderale.
Doccia, tuta, voglia di correre.
Aperta la porta, sobbalzai. Davanti a me, un pallone gigante a cuore con scritto TVB. Squallido. Urticante, risuonò E ci sei.
– Avete sbagliato persona!!! – gridai.
Apparve lui, la stella. Scese le scale con l’iPad che suonava impietoso.
– Buon San Valentino.
– Ti prego!
– È la nostra festa…
Afferrai il tagliacarte. L’evenienza per cui lo tenevo era arrivata. Pugnalai il palloncino. Sfiatando, piroettò e svanì, come il mio amore.
E la stella… divenne meteora.
By Emma Saponaro
Scade il prossimo 28 febbraio il termine per partecipare alla IX edizione di questo prestigioso Premio.
La partecipazione è aperta a poeti e scrittori di qualsiasi nazionalità. Il tema è libero e le sezioni sono: A) Poesia in italiano; B) Poesia in dialetto; C) Poesia in metrica, a tema libero, in memoria di “Nicola Rizzi”; D1) Libro edito di Poesia; D2) E-book di Poesia; E1) Racconto; E2) “Anche la canzone è poesia”, componimento (racconto, saggio, memoria, monografia) elaborato sulla traccia di una canzone nota e/o con riferimenti ad essa.
Come potete notare, ce n’è per tutti i gusti! Buona Penna a tutti
Scarica qui il BANDO
Lacrime di pioggia rigano i vetri cupi del mio ufficio.
Dieci anni sono passati da quando vivo al Nord. Da allora, malgrado tentassi di chiuderlo fuori, il gelo si è insinuato in ogni parte di me.
Gente che va, gente che viene, gente che corre. Il brunch, gli aperitivi, la frenesia metropolitana che mi stordisce. A casa, la sera, chiusa la porta, il frastuono si dissolve nella malinconia che impertinente si svela e si esibisce.
Il Natale ormai prossimo mi regala nostalgici ricordi, profumi mai dimenticati, sapori che stridono con pasti fugaci e distratti.
Il trillo del campanello squarcia la tristezza. Sussulto, decido di allontanare il cruccio. Un pacco per me! Firmo e congedo il fattorino allungandogli la mancia.
Non posso aspettare, adagio il dono sul tappeto e m’inginocchio al suo cospetto. Osservo quella scatola che mi suggerisce la provenienza.
C’è ancora chi pensa a me!
Lo apro, guardo curiosa e sorrido. Un pesce di pasta di mandorle mi rivede bambina, quando mi era dato il privilegio di scegliere la parte migliore, la più morbida e ricca di marmellata, e il diritto di mangiare l’occhio del pesce, un chicco di caffè.
Li sento, ora, quei profumi. Profumo di terra rossa, quella terra che si estendeva nella campagna del nonno rivestita da ulivi.
Salento, terra che mai potrò dimenticare. Un sorriso desta il torpore.
Accovacciata sul tappeto svestito, mi sono persa nel suo arabesco concentrata su una improbabile figura di pesce.
E il dolce della marmellata si aggrappa ai miei pensieri…
Emma Saponaro
Miniracconto scritto in 1500 caratteri e selezionato per l’antologia Parole per strada “Terra mia”. Ringrazio l’associazione Il furore dei libri, per aver creduto in me in tre anni consecutivi.