Emozioni editoriali: “Visto, si stampi!”

Vorrei descrivere cosa sto provando in questi giorni, ma non sarebbe attendibile.
Allora vorrei trasportare le emozioni che sto vivendo su questo post, e pure le sensazioni e tutto ciò che si trova in mezzo tra A a B. Tutto!

Scrivere è il momento più bello dell’intero percorso editoriale, un percorso cioè che va dall’idea all’oggetto libro. Scrivere è dirigere come un Maestro d’orchestra le parole, i concetti, e restituirgli un’armonia. È come un regista che mette in scena una storia e fa muovere gli attori/personaggi. Scrivere è esprimere ciò che non si può fare a voce.
Scrivere è una cosa meravigliosa.
Sì, ma poi?
Poi c’è la proposta all’editore e, se piace, la proposta dell’editore, la firma del contratto, l’attesa, l’editing.
E poi?
E poi quelle parole, quei concetti con i quali hai strutturato un’intera storia le ricevi per e-mail impaginate come fossero già quasi libro e l’editore aspetta che tu rilegga per restituirglielo con il “Visto, si stampi!

Visto?

Io lo vedo, ma capperi, e se mi sfugge qualcosa? E se gli si macchia il vestito? E se fosse e se non fosse e se bah e se se se
Ecco come mi sento:
Se fumassi, fumerei cento sigarette.
Se suonassi, suonerei mille trombette.
Se mangiassi, mangerei dieci polpette.
Se viaggiassi, inforcherei tre biciclette.
Se scrivessi, mi troverei qui, a vivere per la terza volta queste emozioni.
Paura. Ansia. E tanta felicità!

La terra inesplorata delle donne

Le donne raccontano le donne. Ecco che succede quando 11 scrittrici italiane e 2 firme elvetiche si incontrano in un’antologia internazionale.

Così titola Il Corriere dell’Italianità.

Esce l’8 marzo il libro “La terra inesplorata delle donne”, uno sguardo al femminile sull’universo “rosa”. Che cambia, allo stesso ritmo della trasformazione del mondo

«Dai loro racconti emergeva un vasto continente: era la terra inesplorata di quelle donne», così scrive Sara Durantini nel suo testo Voci dell’anima mia, che apre la raccolta intitolata proprio La terra inesplorata delle donne, pubblicata da Dalia Edizioni, Terni, nella collana narrativa, l’8 marzo 2023.

La Durantini è di fatto l’ideatrice e la curatrice dell’antologia, che si fa portavoce di tredici scrittrici, tra le più brillanti e non convenzionali del panorama italiano: Cettina Caliò, Ilaria Palomba, Gisella Blanco, Patrizia D’Antonio, Antonietta Gnerre, Emma Saponaro, Raffaella Gambardella, Elisa Ruotolo, Antonella Rizzo, Luigia Sorrentino ed Elisa Longo.  Si aggiungono a loro due altrettanto preziose firme elvetiche: Sabrina Caregnato di Ginevra (www.sabrinacaregnato.com) e Manuela Mazzi di Locarno (www.manuelamazzi.com).

La terra inesplorata delle donne – che racconta le donne; le osserva mentre accolgono un sapore, una gioia, un dolore, un’illusione, mentre il fluire della vita le sorprende, le cambia, mentre il mondo si trasforma insieme a loro – ha, tra l’altro, lo scopo di devolvere parte dei ricavi all’«Associazione Difesa donne: noi ci siamo» di Milano (www.difesadonne.com).

L’antologia può essere ordinata anche presso la casa editrice (www.daliaedizioni.it), sui maggiori store online e presso le librerie

per chi volesse partecipare all’evento dell’8 marzo, a Roma, presso Libreria e Caffè

Ancora frastornata dopo #PLPL22

Questo è un concentrato di soddisfazioni rese attraverso le immagini. Purtroppo, per distrazione o confusione, nel video mancano molti amici e molti lettori.

Più Libri Più Liberi, la fiera della piccola e media editoria, è terminata già da qualche giorno, ma è ancora forte la vibrazione delle emozioni che percepisco.

È stata una esperienza che non dimenticherò facilmente. Ma poi perché la devo dimenticare? La conservo, ogni tanto la riscopro, la annuso e dentro il ricordo ritrovo tutto, emozioni e persone.

Grazie!

Grazie a chi mi ha ospitato, a chi ha creduto nella mia storia, a chi mi leggerà e a chi è passato anche solo per un saluto.

Rebecca è arrivata!

E adesso è ufficiale: Se devo essere una mela, edito Les Flâneurs, è in libreria.

Sono sicura che potete immaginare l’emozione che provo. Prima di tutto perché l’arrivo in libreria è il coronamento del lavoro dedicato a una storia in cui si crede. Poi perché è il momento in cui devi lasciare andare qualcosa che è tuo, intimamente tuo, e un qualcosa che in un certo senso è parte di te, forse ancora di più, sei tu. E quel tu in realtà è un io. Il mio romanzo sono io. Ecco, quest’ultima emozione è uno scossone al cuore che perdura fino a quando non vedi la tua creatura camminare indipendentemente dalla tua volontà. È una figlia che si separa da te per cercare la sua collocazione, è giusto così ma nello stesso tempo sei triste.

Vai, Rebecca, fai emozionare i lettori e le lettrici quanto le storie che mi hanno raccontato e che io ho rielaborato nel libro affidandole a te. Storie di persone sole pur essendo in coppia. Storie di malcontento e libertà repressa. Storie di donne infelici, incapaci di dare un taglio netto a relazioni malate, consumate o anaffettive. Storie di donne che anelano al vero amore e che nonostante ne siano state deluse lo cercano ancora. Donne disilluse e donne felici. Vai, Rebecca, regala emozioni, ma non fare piangere, le lacrime non fanno bene al cuore, fai invece divertire, alleggerisci l’animo di chi pensa che non ci sia più nulla da fare, e dai loro una spinta. Infondi coraggio a chi lo cerca. Magari proprio grazie a te qualcuna troverà la forza per rialzarsi.

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