Vorrei descrivere cosa sto provando in questi giorni, ma non sarebbe attendibile.
Allora vorrei trasportare le emozioni che sto vivendo su questo post, e pure le sensazioni e tutto ciò che si trova in mezzo tra A a B. Tutto!
Scrivere è il momento più bello dell’intero percorso editoriale, un percorso cioè che va dall’idea all’oggetto libro. Scrivere è dirigere come un Maestro d’orchestra le parole, i concetti, e restituirgli un’armonia. È come un regista che mette in scena una storia e fa muovere gli attori/personaggi. Scrivere è esprimere ciò che non si può fare a voce.
Scrivere è una cosa meravigliosa.
Sì, ma poi?
Poi c’è la proposta all’editore e, se piace, la proposta dell’editore, la firma del contratto, l’attesa, l’editing.
E poi?
E poi quelle parole, quei concetti con i quali hai strutturato un’intera storia le ricevi per e-mail impaginate come fossero già quasi libro e l’editore aspetta che tu rilegga per restituirglielo con il “Visto, si stampi!”
Visto?
Io lo vedo, ma capperi, e se mi sfugge qualcosa? E se gli si macchia il vestito? E se fosse e se non fosse e se bah e se se se
Ecco come mi sento:
Se fumassi, fumerei cento sigarette.
Se suonassi, suonerei mille trombette.
Se mangiassi, mangerei dieci polpette.
Se viaggiassi, inforcherei tre biciclette.
Se scrivessi, mi troverei qui, a vivere per la terza volta queste emozioni.
Paura. Ansia. E tanta felicità!


