I miei editori

Perché ho scelto Les Flâneurs Edizioni per pubblicare i miei libri?
Rispondo subito 🥰 ma devo fare un passo indietro di due anni per far capire meglio.
Mi trovavo nel pieno della tempesta della ricerca dell’editore per il mio secondo libro Se devo essere una mela. Spesso le case editrici non rispondevano, non rispondevano neanche con un No, grazie, non ci interessi. Poi mi cadde l’occhio su questa CE. Ci provo. Scrivo. Chissà. Dopo due ore Alessio Rega mi risponde che è incuriosito dalla sinossi e quindi mi chiede il manoscritto ma, tiene a precisare, non potrà rispondere prima di sei mesi. Ovvio, come tutti, penso io. Carico il file, ballo la macumba, tre giri di qua e quattro di là, spargo il sale a destra e sinistra e do una strofinatina sulla schiena del mio elefantino portafortuna. Contestualmente, avevo inviato il file anche a un’altra CE che mi risponde dopo una settimana. Il romanzo è piaciuto, lo vuole.

E mò?

E mò è meglio parlar chiaro e dire realmente ciò che sta succedendo. Scrivo a Les Flaneurs di aver ricevuto una proposta di pubblicazione. Ahimè, mi manderanno al diavolo. E invece è successo l’impensato ma anche l’insperato: il mio libro in lettura sta piacendo, quindi mi vengono chieste quarantotto ore di tempo per poter eventualmente avanzare anche loro una proposta. Sì, siamo nel mondo reale. Sono contenta anche se non se ne farà nulla, ma questa è benzina per la penna, diamine!
Non sono passate 48 ore ma 24, Alessio mi scrive se può propormi un contratto editoriale. Lo ricordo come ieri, quel giorno. Ero in uno studio medico, mi stavo sottoponendo, come da due mesi a quella parte, a un trattamento fisioterapico per un probabile effetto avverso post vaccino e non muovevo più il braccio. Era il 24 febbraio 2022, giorno dello scoppio della guerra Ucraina Russia. Un flusso di energia mi ha avvolta, scansando per un po’ le scorie angoscianti e le preoccupazioni.

Sì, ma poi?

E poi mi sono trovata io a dover scegliere, e ovvio ho scelto e sono rimasta con loro!

Loro chi?

Alessio Rega è l’Editore infaticabile e sempre sul pezzo. Annachiara Biancardino, socia e direttrice editoriale e tante altre cose belle. Sono giovani, pieni di idee, gagliardi e professionali. Ascoltano gli autori sempre e sempre cercano di accontentarli. Per i libri utilizzano carta buona da lisciare e annusare proveniente da foreste gestite in modo responsabile e inchiostri vegetali certificati.

Cosa volete di più?

La musica?

C’è!

Nella quarta di copertina potete trovare il QR code della playlist musicale che ha ispirato la scrittura di quel libro. Sì, la componiamo noi.

Beh, dopo di questo può mancare solo un Lucano 😉

Se devo essere una mela — ELISABETTA MASTROCOLA

Ogni romanzo ha una chiave di lettura che apre nel mondo del lettore tante porte e tutte diverse. Si potrebbe pensare che l’opera di Emma Saponaro, Se devo essere una mela – Les Flaneurs Edizioni, racconti la liberazione di una donna da una relazione tossica. Sì, certo lo è, ma non solo questo. È altro, […]

Se devo essere una mela — ELISABETTA MASTROCOLA

Ancora frastornata dopo #PLPL22

Questo è un concentrato di soddisfazioni rese attraverso le immagini. Purtroppo, per distrazione o confusione, nel video mancano molti amici e molti lettori.

Più Libri Più Liberi, la fiera della piccola e media editoria, è terminata già da qualche giorno, ma è ancora forte la vibrazione delle emozioni che percepisco.

È stata una esperienza che non dimenticherò facilmente. Ma poi perché la devo dimenticare? La conservo, ogni tanto la riscopro, la annuso e dentro il ricordo ritrovo tutto, emozioni e persone.

Grazie!

Grazie a chi mi ha ospitato, a chi ha creduto nella mia storia, a chi mi leggerà e a chi è passato anche solo per un saluto.

sensazionemozione

Un anno che non scrivo qui.
Un anno intenso, durante il quale si sono avvicendate produzioni di parole sotto varie forme: poesie, racconti, progetti. Il più importante è stato il mio romanzo Se devo essere una mela, edito Les Flâneurs Edizioni.

Sono gli ultimi giorni di gestazione.
Pochi giorni e il libro vedrà la luce e inizierà a girare o girovagare secondo l’accoglienza dei lettori. È questo il momento più difficile di tutto quello strano e affascinante processo che inizia con la creatività e termina materialmente con l’oggetto libro. Che poi non è finita! Seguono la promozione, le presentazioni, le recensioni e non c’è niente da fare, quel distacco, quell’allontanamento si sente tutto e la creatura va, cammina senza più l’aiuto di chi l’ha creata.

Inutilità. Tristezza. Questo si sente 😦

La mente sta vagando in un ingorgo di ricordi che partono dalla prima stesura, incerta e faticosa, agli editing, alle rielaborazioni, smonta e rimonta, fino ad approdare alla forma che avevo reputato definitiva.
L’ho amata, questa storia, e sto friggendo per domani. Razionalmente non succede nulla, ma so che da domani non sarà più mia mia, non sarà più solo la mia creatura. E allora non mi rimane che augurarle buona vita e che sia fedele portatrice di quelle emozioni che ho cercato con impegno e dedizione di affidarle per poi trasmetterle alle lettrici e ai lettori.

La mia Rebecca è una donna che tenta di riprendersi la sua vita, affrontando un viaggio carico di ostacoli. Se fosse un film, direi che è una commedia brillante, ma è un libro e non saprei come collocarlo se non di genere non genere, o forse di genere femminista, visto che si tratta di emancipazione femminile. E poi non sta a me recensirlo, aspettiamo. Aspettiamo ancora un po’.

Ah, un’ultima cosa:

ad impreziosire il libro sono stati i contributi di Marina Pierri, autrice di Eroine, che ha scritto la prefazione, e dell’illustratore Alessandro Arrigo (www.arrigoartwork.com) che non poteva interpretare meglio la storia con la sua fantastica copertina.

Grazie!